NUOVE PROPOSTE FEBBRAIO 2025

1. UN TAVOLO
Cina Dinastia Qing – XVIII secolo
Legno di huanghuali
Cm 106 x 35 x H. 83
Prezzo su richiesta

Il huanghuali, con il suo colore ambrato e le delicate venature, è ritenuto il più raffinato dei legni cinesi. Questo tavolo è decorato sui quattro lati con listelli sagomati che compongono un motivo geometrico. Due pannelli laterali uniscono le gambe e danno solidità alla struttura senza tuttavia appesantirla; entrambi traforati, quello superiore presenta un motivo che ricorda un pipistrello e quello inferiore un motivo a nuvola.

Esempi simili: Connaisseurship of Chinese Furniture, plate B 101

2. MASCHERA DI BAKASURA (CICOGNA)
Nepal, regione del Terai
Inizi XX secolo
Legno con tracce di colore
Cm 84 x 56
Prezzo su richiesta

Uno dei personaggi del Mahabarata è la cicogna Bakasura inviata dal demone Kamsa per uccidere Krishna bambino. Questa maschera vaniva inserita sulla testa come un casco durante le danze e le rappresentazioni del Mahabarata.
Prov. Coll. Eric Chazot
Pubblicata Ethnoflorence

3. SCENA DI DEVOZIONE E OFFERTA
Arte del Gandhara
III secolo
Scisto Cm 23 x H. 19,5
Prezzo su richiesta

Il fregio, con il Buddha benedicente al centro, illustra una scena di devozione con vari personaggi che portano delle offerte. Sulla destra compaiono dei monaci calvi e in alto, di fianco a Sakyamuni, si nota Vajarapani che regge il vajra (scettro). Sulla sinistra sono ritratti tre principi, di uno con le mani giunte ma con quello al centro che offre un lungo scialle all’Illuminato. Le figure sono scolpite con particolare grazia e i morbidi panneggi delle vesti ne accentuano il piacevole movimento.

4. MASCHERA PER LE DANZE DEL KALACHAKRA
Tibet, XIX secolo
Rame sbalzato e dorato
Cm. 24 x H. 23
Prezzo su richiesta

Contrariamente alla ricchezza e alla tridimensionalità delle maschere tibetane in legno, le maschere usate durante i riti del Kalachakra sono praticamente bidimensionali. La forma del viso è definita dal contrasto tra il pieno e il vuoto e, nella estrema stilizzazione, solo le fiamme intorno agli occhi e alla bocca danno corpo a una forma misteriosa che vuole introdurre a un potente rituale iniziatico. Questo particolare tipo di maschera è indossato dai monaci durante il rito del Kalachakra. La lamina di rame è sbalzata e poi dorata con particolare efficacia secondo l’eccellente qualità delle opere a sbalzo tibetane.

5. QUATTRO BRACCIA E MANI DI STATUE DI DIVINITA’
Arte Khmer, Cambogia
XI / XII secolo
Pietra
H. da 27 a 54 cm.
Prezzo su richiesta

La lunga parte inferiore di questi arti fungeva da supporto per collegare la base della statua alle sue braccia in modo da renderle meno fragili ed evitare eventuali rotture.

6. MASCHERA DI KOHIME
Giappone
XX secolo
Legno di cipresso
Autore: Takaksu Hirokazu
Prezzo su richiesta

Kohime è la maschera di una elegante giovane donna dall’espressione dolce e serena. Nonostante sia della seconda metà del XX secolo, la maschera mostra chiari segni di uso sui fori dove passavano i cordoni che la fissavano alla testa.
L’Autore è un famoso scultore di maschere per il Teatro No nato nel 1941, come recita il sigillo intagliato sul retro.

7. COPPIA DI FIGURE FEMMINILI
India meridionale
XVIII – XIX secolo
Bronzo
H. cm 34 e 29
Prezzo su richiesta

E’ una coppia di divinità o di offerenti (?) che reggono un loto e un vaso. Il realismo dell’acconciatura della statua di destra, con un voluminoso chignon, fa pensare ad una semplice offerente, mentre l’imponente copricapo di quella di sinistra, con il petto ricoperto di ricchi monili, fa piuttosto pensare all’immagine di una divinità. La forma molto allungata delle figure ricorda quelle statuette “filiformi” provenienti dalla zona di Pudukotai nello stato del Tamil Nadu.

8. COME UN CAPOLAVORO DI GIADA
Dinastia Qing (datato 1796)
Inchiostro e colore su seta
Cm 172 x 103
Prezzo su richiesta

L’espressione umile e serena del viso, e in particolare le labbra distese in un accenno di sorriso, rimandano alla profonda saggezza di questo funzionario e lo sguardo benevolo conferma la sua disponibilità per chiunque ne cerchi il consiglio, dimostrando così la sua indole altruista. Il riferimento alla giada è un chiaro rimando alle virtù di questa pietra. Il volto è fortemente caratterizzato e il costume di corte, con il superbo quadrato mandarinale, è semplicemente magnifico. (Estratto dalla scheda del catalogo della mostra “Sguardi del Passato” pag. 32).

In una parte separata del dipinto compare questa poesia:

Il silenzio e la schiettezza davanti all’errore
Sono virtù innate del tuo carattere
Nel tuo ruolo pubblico ti adoperi come se tutti fossero
la tua famiglia o amici tuoi
Come se questa virtù fosse la dote propria di ogni gentiluomo
Una simile integrità ti ripagherà generazione
dopo generazione
Che tu possa godere di buona salute e longevità
Nel tempo non c’è stato mai né ci sarà
un capolavoro di giada pari a te

(Omaggio di Zhang Konghui allo zio)

9. DUE TESCHI E UNA TESTA
Tibet
XIX secolo
Rame sbalzato e dorato
H. 22 cm
Prezzo su richiesta

Questi due teschi e una testina sovrapposti facevano parte probabilmente di un Khatvanga, un bastone rituale tibetano composto da un’asta di metallo sulla quale erano infilate, dal basso un vaso, un doppio vajra e tre teste.Può essere considerata una “bacchetta magica” di tradizione sciamanica associata a Padmasambhava, il potente esorcista che nel VIII secolo diffuse il buddhismo Vajarayana in Tibet.

Renzo Freschi
info@renzofreschi.com
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